LA TRAVERSATA DELLA TANZANIA IN HANDBIKE.

Una straordinaria impresa sportiva e solidale: la Traversata in Handbike della Tanzania realizzata dal campione sportivo Norberto De Angelis

Si è conclusa l’avventura di Norberto De Angelis, della traversata della Tanzania in handbike: 750 chilometri da Matewmbe a Dar Es Salaam. Non però il motivo per il quale questo evento unico è stato organizzato: dire a tutti che la disabilità non è inabilità e che con coraggio e determinazione tutto è possibile. Questo messaggio di speranza diventa concreto grazie al progetto LESS is MORE. Si tratta di inserire i disabili nel mondo del lavoro, in un contesto, quello africano, che considera queste persone frutto del malocchio.

Norberto vuole dimostrare che si può e si deve reagire, che si deve dire no al pregiudizio e all’ignoranza. Per questo è tornato in Tanzania, il luogo dove vent’anni fa, durante un’esperienza di volontariato per l’associazione Cefa Onlus, fu vittima dell’incidente che oggi lo costringe sulla sedia a rotelle.

«Era la mia prima vita» ha ricordato più volte Norberto. Ora invece, nella sua seconda esistenza, è in Tanzania per sostenere il progetto Less is more organizzato da CEFA ONLUS.

“Oltre all’handbike di Norberto de Angelis, al nostro tandem, alle nostre biciclette, c’erano persone che hanno corso accanto a noi a piedi”, racconta John, un volontario di CEFA. “Al rush finale c’erano oltre venti handbiker, le biciclette dell’UWABA, il movimento ciclisti tanzaniano, alcuni amatori che, appassionati all’iniziativa, con le loro bici ci erano sempre accanto, parecchi beneficiari del progetto LESS is MORE, alcuni giovani in carrozzina e Ian, dipendente della cooperazione britannica, che ha affiancato Norberto, con la sua handbike, per gli ultimi venti chilometri”, spiega ancora tutto d’un fiato John. “Quest’avventura lungo la Tanzania ha davvero scosso le coscienze. Abbiamo suscitato un grande clamore al nostro arrivo, qui a Dar Es Salaam come a ogni tappa: Njombe, Makambako, Morogoro, Iringa, Ilula, Nyololo.

 Ora che siamo arrivati, possiamo dire che un altro seme è stato gettato per il nostro progetto LESS is MORE che ha già inserito 100 persone con disabilità nel mondo del lavoro e molti bambini sono stati strappati all’isolamento e coinvolti in attività educative e ludiche. “Al nostro arrivo abbiamo pianto mentre sorridevamo, abbiamo allargato le braccia appagati!”, aggiunge Francesca, un’altra volontaria CEFA. Alla linea d’arrivo le istituzioni hanno voluto rendere omaggio a Norberto – che ha compiuto un’impresa unica in handbike – insieme a tutta la carovana, per questa straordinaria storia di solidarietà e di altruismo. Erano presenti anche rappresentanti del Ministero dello Sport, del Sociale, dell’Ambasciata Italiana, il Presidente del Comitato Paralimpico tanzaniano, associazioni africane che si occupano di disabilità.

Norberto era atteso soprattutto dai beneficiari del progetto LESS is MORE, persone disabili, molte delle quali oggi sono persone nuove, fiduciose in se stesse perché è soprattutto attraverso il lavoro che la persona in difficoltà si emancipa e si integra nella società. Norberto con la sua testimonianza risponde alla necessità di promuovere tra i giovani un’idea di vita da vivere pienamente oltre ogni difficoltà e un’idea di sport inteso come parte integrante della formazione e dell’espressività di ognuno, capace di superare il concetto di sport unicamente inteso come attività professionistica/agonistica legata alle prestazioni. Un’esperienza che Norberto ha raccontato al pubblico venerdì 29 novembre nella cena evento organizzata alla Corte di Giarola, è stata anche una occasione per illustrare i risultati raggiunti dal progetto LESS is MORE e le prossime iniziative.

L’evento è stato patrocinato dalla Provincia di Parma, e si ringrazia per la collaborazione il Comune di Parma e di Collecchio.

 Less is More: la traversata della Tanzania in handbike su:

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