Un Po di Sport, un evento che unisce

La presentazione il 21 luglio di Un Po di Sport è stata una rivelazione. Certo, è un evento di promozione culturale, gastronomica e sportiva che vede lo sport come filo conduttore e già queste sono ottime caratteristiche. Ma la cosa che colpisce, tutt’altro che scontata, è che Un Po di Sport è un evento che unisce: ben cinquanta eventi sportivi che vedranno atleti normodotati e diversamente abili scendere nello stesso campo e questa è una cosa alla quale, almeno nel nostro territorio, non siamo abituati. Una verità che si è palesata in occasione della presentazione, negli spazi gentilmente offerti dalla Opem. Tra pulpito e platea c’erano esponenti del mondo istituzionale e atleti paralimpici, non si respirava aria da sport secondari (quelli che sui giornali vengono inseriti nelle pagine “altri sport”), quella di cui ci siamo riempiti i polmoni era aria da serie A. Ed è proprio questo il piccolo miracolo che questo evento può e deve compiere: rompere i tabù legati agli sport paralimpici. Tantissimi sport saranno praticati da atleti normodotati e disabili insieme. Le premesse sono ottime: ben sette Comuni ospiteranno le varie tappe e l’organizzazione è talmente imponente che non ha nulla da invidiare alle grandi organizzazioni nazionali.

L’altra cosa che lascia stupefatti, avendo visto il progetto quando era ancora agli albori, è che la passione di un gruppo di persone, che hanno deciso di essere speranza anziché limitarsi ad avere speranza, è riuscita a contagiare amministrazioni comunali, la Regione, la Provincia, le principali federazioni sportive ed una lunga lista di partner di tutto rispetto.

Dunque, Un Po di Sport è una semina e il raccolto, stando a quando visto finora, lascia ben sperare.

Artursilvio Tiseno