Un punto contro la malattia.

Michela Magnani si racconta.

…e poi arriva il giorno in cui improvvisamente la tua vita è stravolta.

Quando la malattia ti colpisce stendendoti a letto, con pochissime possibilità di recupero, c’è un prima e un dopo completamente diverso, ma hai comunque una scelta: lasciarti trascinare nel vortice del decorso clinico, oppure andare controcorrente reagendo, aggrappandoti alla vita perché, che ti piaccia o no, è l’unica che ti è stata concessa.

Io ho scelto di reagire, cercando di riprendere la mia vita normale e di recuperare le mie passioni, tra cui la pallavolo.

Non riuscendo più a giocare in piedi ho provato il sitting volley ed è stata la prima delle emozioni commoventi che questo sport ha saputo regalarmi.

Oltre alle soddisfazioni delle vittorie con la mia squadra di Parma, inaspettatamente ho ricevuto la chiamata da chi stava selezionando le atlete per formare la nazionale.

Per la prima volta dopo due anni, mi è piovuta dal cielo la ricompensa per tutte le volte in cui ho dovuto stringere i denti…non mi è sembrato vero che, al posto di un nuovo malanno, mi fosse regalata l’opportunità di vivere un’esperienza unica che neanche da “sana” avrei potuto immaginare!

Mi hanno accolta dandomi il “benvenuta nella storia” perchè l’Italia finalmente aveva la sua squadra e proprio noi eravamo le pioniere!

E’ stato tutto talmente bello che mi è scattata l’adrenalina, un ricordo molto forte perchè il mio fisico non subiva le stanchezze che la malattia porta e mi è sembrato di riappropiarmi del mio corpo, nonostante il sudore e la fatica continuavo a sorridere!

Un episodio mi ha proprio toccato: in campo mentre mi concentravo per una schiacciata, l’azione che preferisco, l’allenatore mi ha urlato “sii cattiva, hai motivo per esserlo!” e improvviso nella mente si è materializzato un flash nitido delle sofferenze patite in silenzio..

Sono ritornata nella partita quando ho sentito l’applauso perchè avevo fatto punto, per me è stato un punto contro la malattia.

Da quel momento, ho capito che lo sport può rappresentare un’opportunità e una sfida contro le negatività, ti permette di sfogarti incitata e circondata da persone positive che condividono la tua stessa passione.

Dopo undici mesi di allenamenti, raduni, sacrifici e gioie, si è realizzato un sogno: andare in Cina per giocarci la classificazione alle paralimpiadi di Rio de Janeiro 2016.

E’ stata un’esperienza fantastica che mi ha arricchito sia sportivamente che umanamente.

Confrontarmi con nazionali che praticano il sitting volley da tanti anni mi ha lasciato a bocca aperta!

L’emotività e la stanchezza del viaggio, mi hanno giocato brutti scherzi..alla seconda partita persa ho subito un inaspettato crollo emotivo…non era ammissibile non riuscire a dare il massimo dopo tutte le conquiste ottenute, lo dovevo a tutti quelli che avevano creduto in noi, all’Italia, alla mia città, Parma.

Il giorno dopo appena seduta in campo, nella partita più importante per noi, si sono subito manifestati i miei problemi fisici, questo mi ha fatto proprio arrabbiare così è uscita tanta grinta.

La squadra ha trovato fiducia, feeling e abbiamo messo in campo tutto il nostro cuore arrivando finalmente al nostro momento di gloria: la prima vittoria!

Le statistiche hanno decretato che sono stata la migliore in campo, un grandissimo e inaspettato onore.

Vi assicuro che la soddisfazione più grande però, è stata riuscire a mantenere ininterrottamente per un’ora e quarantadue minuti la concentrazione, nonostante i disturbi fisici.

Mi sono alzata dal campo più leggera perchè ho sentito chiaro e limpido che in futuro sarà la malattia che dovrà temere me e la mia tenacia!

Da un “provo a vedere se riesco a giocare” è uscita tutta questa avventura ed ora faccio parte di due grandi famiglie, le mie squadre!

Mettersi in gioco è un cosa davvero difficile perchè temi che la strada sia a tratti impraticabile e il resto in salita…ma quando raggiungi la cima il panorama è impagabile!

Vi assicuro che trasformare una disabilità in opportunità è l’emozione più gratificante che una persona possa provare!

 

 

 

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